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Hosting joomla a € 9,99

Misterdomain.eu e una delle societa arrivate in Italia con una offerta lowcost molto aggressiva, tra quelle realta che sono state guardate inizialmente con sospetto dalle compagnie italiane, e che di fatto in pochi mesi riescono a raggiungere ottimi numeri in termini di domini ospitati. Oggi ospitiamo su HostingTalk.it l’amministratore delegato di Misterdomain, societa con sede nella Repubblica Slovacca che opera nel settore hosting in diversi paesi europei. Il background della compagnia spazia ampiamente, e non è per nulla concentrato nel solo settore hosting, Misterdomain ha esperienza in particolare nel settore dell’advertising e del marketing online, servizi che tra l’altro vengono svolti attualmente per i suoi clienti e rappresentano una delle attività del gruppo. Ho chiesto a Misterdomain di raccontarci come operano in un mercato che presenta differenze sostanziali da paese a paese, quanto sia difficile erogare un servizio lowcost con margini così bassi e sono rimasto incuriosito anche dalla scelta di utilizzare i servizi cloud di casa Seeweb, con la previsione di abbandonare del tutto i server dedicati sul lungo termine. Secondo la compagnia i servizi di cloud computing sono ottimali per la gestione degli account di shared hosting, e nell’intervista emergono alcuni dettagli anche in merito alla potenza delle istanze utilizzate.

Luxottica porta il Made in Italy a targare i nuovi Google Glass

Chi l’ha detto che tecnologia e design non possono andare a braccetto?
Certamente non Google, che ha scelto di affidare il design dei nuovi Google Glass a Luxottica, leader mondiale del settore del design, della produzione e della distribuzione dei principali marchi di occhiali sportivi e di lusso, portabandiera del Made in Italy nel mondo.

L’obiettivo è conferire un’impronta fashion e cool al nuovo gioiellino di Mountain View. Un’invenzione che promette di rinnovare radicalmente l’user experience del web e il rapporto tra multimedialità e utente, ma a cui ancora manca quel tocco distintivo e quel tanto di portabilità e gradevolezza estetica che – la storia della Apple insegna – può fare la differenza.

Largo, dunque, alla contaminazione tra tecnologia e design, moda e innovazione, lifestyle e ingegneria, coinvolgendo anche i due marchi più famosi di Luxottica: Ray-Ban e Oakley. Una sfida affascinante, tanto per Google quanto per l’azienda italiana, che brucia la concorrenza mettendo un piede, a braccetto nientemeno che con Google, in un settore potenzialmente rivoluzionario, tanto sul fronte dell’industria dell’eyewear, quanto su quello dell’informatica. E con un team di lavoro composto al 75% da italiani.

L’accordo, ufficializzato da poche settimane, arriva al termine di un anno di lavoro propedeutico e a qualche mese di distanza dalla divulgazione di un’altra partnership di pregio: quella tra Vsp Global, leader mondiale nel settore della produzione delle lenti, e Google. Anche in questo caso, non si tratta soltanto di fornire le giuste lenti e le migliori montature ai glasses, la portata dell’accordo è più ampia e coinvolge anche gli ottici, che in un futuro non troppo lontano saranno impegnati in corsi di formazione per imparare a installare i futuristici congegni di Mr G sulle montature. Perché, altra novità dei Google Glass, a un passo dal lancio sul mercato si è deciso di prevedere l’installazione del device anche su lenti graduate.

La portata della sfida dei Google Glass sta tutta qui: abbattere le resistenze psicologiche, estetiche e funzionali che portano una larga fetta del mercato ad accettare con riluttanza di indossare un computer sul viso. «È un problema di moda molto più che di tecnologia» si è lasciato sfuggire più volte Astro Teller, responsabile di Google per il progetto dei Google Glass. Una dichiarazione che fa il paio con quella di Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica: «Pensiamo che sia giunto il momento di unire le competenze, il know-how e la forte attenzione alla qualità del prodotto che ci caratterizzano con l’altissima competenza tecnologica di Google per dare vita a una nuova generazione di dispositivi rivoluzionari».

I Google Glass aspirano ad inaugurare su vasta scala l’era del “wearable computing”, abbattendo la distanza fisica tra computer e corpo umano, con il necessario corollario di comodità e gradevolezza estetica, unite a iper tecnologia all’avanguardia. Fino ad oggi né Google né i concorrenti sono riusciti a trovare la formula magica che consentisse di rispondere a queste esigenze, a causa delle dimensioni della batteria, della necessità di superfici adeguate su cui proiettare le immagini e quant’altro. E i modelli proposti sono risultati nel migliore dei casi sciatti, nel peggiore sgradevoli e scomodi.
Ma con Luxottica dalla sua parte, l’aria che tira sembra diversa.

Blabuzz

In arrivo un proprio blog all’interno di LinkedIn

Notizia dell’ultima ora ma che ha già fatto parlare milioni di utenti sul web: LinkedIn, il social professionale dedicato alla ricerca di nuovi contatti lavorativi, ha aperto le proprie porte al blog.
Ci sarà, infatti, la possibilità di ospitare un blog dedicato alla propria figura professionale all’interno del proprio profilo.

La domanda più ricorrente è: “Perché LinkedIn ha fatto questa mossa?”
Molti utenti trovano la risposta nella volontà del social di voler rinnovare il proprio aspetto, dare maggiori funzioni agli utenti nonché avvicinarli alla gestione quotidiana del proprio profilo personale.

L’idea di molteplici utenti è quella di scrivere il proprio curriculum sul profilo LinkedIn per poi abbandonarlo, “lasciarlo alla sorte”, come molti riportano.

“Il mio profilo è su LinkedIn, chi sarà interessato mi contatterà”. Questo è il pensiero che molti hanno della propria presenza sul social professionale, un pensiero che, probabilmente, LinkedIn stesso intende cambiare proprio tramite la creazione di un blog.

Chi si intende di blog saprà certamente l’enorme importanza che esso ti riserva ogni qualvolta si pubblicano contenuti di qualità e si cura in maniera adeguata il proprio spazio online. È una vera e propria vetrina in grado di spalancarti maggiormente le porte del web, portando enormi vantaggi in termini lavorativi.

La parola d’ordine per essere operativi e conosciuti su Internet è contenuti.
Contenuti ovunque, purché ci sia qualità.

E quindi…Chi meglio del blog può ospitarli?

Con questa nuova funzione tutti potranno essere avvantaggiati: gli user potranno raccontarsi maggiormente all’interno del proprio blog, promuovendo la loro figura professionale avendo anche la possibilità di condividere i propri post sulla Home nonché sui vari profili sociali, i contenuti saranno indicizzati da Google e porteranno visibilità all’utente ed al social e LinkedIn avrà migliaia di utenti attivi che produrranno contenuti gratuiti a costo zero.

Un grande affare, non trovate?

Certo, è da sfatare il mito che vede il blog come fonte di guadagno ma è da rendere nota la possibilità di costruirsi il proprio futuro lavorativo anche attraverso il blog, il quale risulterà una fonte di guadagno se la sua gestione risulterà corretta, continuativa e di qualità.
Solo così gli utenti apprezzeranno ciò che si scrive, lo condivideranno e successivamente si avrà la visibilità sperata

Ora che anche LinkedIn offre l possibilità di crearsi il proprio blog professionale all’interno del profilo, arricchendolo con immagini, link, dando la possibilità di condivisione piuttosto che di esprimere un proprio parere e visualizzarne le visite…cosa manca al social professionale per eccellenza?

Non rimane altro che dire…Buon lavoro (e blog) a tutti!

Blabuzz

Pmi e Geolocalizzazione

L’era della tecnologica non intende arrestare la sua corsa, il mondo è sempre più digitale e la sua presenza si fa sentire, soprattutto con lo sviluppo del mobile.

Nel 2011 si contavano già più di 2 miliardi di utenti digitali, più del 90% della popolazione mondiale utilizzava reti mobili. La vita dell’uomo era già in procinto di un’evoluzione digitale.

Perché il mobile è entrato così prepotentemente nella vita di ognuno di noi?
Si sente la necessità di avere le notizie in tempo reale, di trovare le soluzione in pochi istanti in qualunque luogo ci si trovi. E con il mobile questo è possibile.

In Italia sono attivi più circa 50 milioni di telefoni cellulari, la maggior parte smartphone e sono proprio questi ad attrarre le maggiori attenzioni da parte degli utenti perché grazie ad essi possono accedere al web ed ai servizi offerti per poter dare una risposta ai loro quesiti o semplicemente per divertimento. Tra i servizi maggiormente utilizzati troviamo quelli Location-based services (Lbs), o più semplicemente servizi di geolocalizzazione.

Alcune ricerche condotte dal Politecnico di Milano affermano che si sta assistendo ad una vera mobile revolution: la comunicazione condotta via wireless sta cambiando notevolmente il comportamento di ogni singola persona che ne fa uso.

Perché un utente fa check-in in un determinato luogo pur sapendo che in quel modo tutti sapranno dove si trova?
Ricordiamo che ogni persona fa molta attenzione alle informazioni riservate ma, come per magica, all’interno dei social media tutta questa riservatezza tende a sparire, lasciando il posto alla voglia di creare engagement. Ed è proprio questo il motivo per il quale le App di geolocalizzazione stanno letteralmente spopolando sul web.

L’enorme successo degli smartphone e dei tablets ha dato il via alla nascita e crescita delle App, applicazioni che consentono ai dispositivi mobile determinate funzioni, possibili, inoltre, su qualunque strumento si connetta al web.

Il loro mercato sta incrementando sempre più la sua crescita, nell’ultimo anno sono state scaricate più di 1,2 miliardi di App creando un +120% di crescita rispetto al 2012.

Perché questo boom di App?

Il motivo sta nel loro contenuto. Possono avere al loro interno ogni tipo di informazione utile all’azienda e al cliente/utente.

App significa anche Social Media, sono due “realtà” che viaggiano insieme, che interagiscono tra loro per creare un unico grande market.

I social media creano una diffusione simultanea dei contenuti tra le persone di tutto il mondo, andando a sviluppare un livello di comunicazione assolutamente importante: engagement.

Si torna sempre qui, a questa parola che risulta essere fattore fondamentale per un buon sviluppo aziendale online.

Le pmi, come ogni impresa operante nel grande mercato digitale, perché dovrebbero investire nell’online e nel mobile?

Semplicemente per creare un livello di interazione con i propri utenti sempre più elevato perché è da qui che nascerà il vero business.

L’utilizzo del mobile da parte delle aziende può creare nuove strategie pubblicitarie, grazie ai check-in infatti potrà fidelizzare i propri utenti con gadget, promozioni ed attività proximity marketing destinate ad obiettivi commerciali.

L’utente si diverte nel creare relazioni con altri utenti, l’azienda crea il proprio affare.

Un esempio eclatante di check-in ottimali arriva da Foursquare, applicazione mobile che permette all’utente di registrarsi nei determinati luoghi in cui si trova e ricevere in omaggio speciali premi e cariche dalle catene industriali in cui si registrano.

Negli USA, che guidano la corsa verso questa innovazione, un utente che si è registrato per uno specifico numero di volte presso McDonald’s ed ha ricevuto per qualche tempo un pasto omaggio alla settimana, in questo modo l’utente è soddisfatto e continuerà il suo “check-in” e McDonald’s aumenterà la propria visibilità.

Si tratta, in sostanza, di social gaming divertenti che fanno interagire le persone e, allo stesso tempo, le catene commerciali si fanno pubblicità.

  • Aumento della visibilità;
  • Aumento dei clienti presso il proprio punto vendita;
  • Aumento della fedeltà della clientela;

Questi sono i tre maggiori motivi che spingono le pmi e le grandi aziende ad addentrarsi nel mondo mobile, un mondo che sarà sempre più indispensabile per creare il proprio giro d’affari in maniera, perché no, anche divertente.

Blabuzz

Lavoro Online e significato

– Salve, di cosa si occupa?
– Salve, mi occupo di Pubbliche Relazioni Digitali e Marketing Online.
– …ah, ho capito. (Lavorerà con Internet, chissà che fatica!)

Proprio così. Purtroppo, e ripeto purtroppo, la percezione del lavoro Online è classificata come “facile e molto sbrigativa”. “
Ma certo, schiacci un bottone e tutto parte da solo, alla fine che lavoro è il tuo?”

Spiegare il mio lavoro non è per niente facile, sarebbe più comodo dire “Salve, mi occupo della gestione di un negozio solo che anziché rapportarmi con i clienti direttamente mi rapporto con essi attraverso un computer” . Probabilmente sembrerebbe un po’ più chiaro spiegato in questi termini, ma andrebbe a svalutare tutto ciò che ruota attorno del mondo digitale.
Capisco che sia difficile capire le metriche online e tutte le regole che questo mondo digital porta con sé ed è per questo che oggi mi è venuta voglia di scrivere “Cos’è il mio lavoro e cosa comporta”, spiegarlo semplicemente per come io lo svolgo.

Inizio con il dire “magari bastasse schiacciare un bottone e tutto il meccanismo si innesca da solo!” anche se in realtà penso che se così fosse si perderebbe tutta la bellezza di questo “strano” lavoro.
Ogni giorno scrivo, parlo con gli utenti all’interno dei vari social media (profili sociali), controllo i dati che si nascondono dietro i siti e le pagine social.
Tutto questo a che scopo? Far affluire le persone ad una determinata fonte, ad un determinato contenuto e/o sito.

Chi gestisce un negozio commerciale, perché fa stampare i volantini con il proprio brand oppure inserisce pubblicità su cartelloni e giornali? Per far affluire le persone al loro negozio, abbiamo una cosa in comune allora!
La diversità è che le pubblicità si inseriscono Online anziché in modo tradizionale, per questo si dice “Pubbliche relazioni Digitali e non Tradizionali” perché svolge nel magico mondo di Internet.

Personalmente, Internet lo percepisco come un mondo magico, strano, in continua evoluzione ma altamente intrigante. È colmo di regole che cambiano anche da un giorno all’altro (basta ricordare il grande caos che Google ha creato con l’introduzione di algoritmi quali Penguin e Hummingbirg ma questo è un altro capitolo) e ti cambiano il modo in cui devi svolgere il lavoro, è un mondo in cui vedi il comportamento della gente e puoi analizzarne le caratteristiche e il mondo in cui operano per poterne soddisfare le esigenze…è un mondo che necessita di essere scoperto giorno dopo giorno ma che vale la pena provare a capire.

Effettivamente, spiegare veramente cosa significa lavorare sui canali sociali e sul mondo digitale ha bisogno di essere vissuto per poterlo capire davvero ma ha bisogno anche di volontà, sacrifici e pazienza, (del resto come ogni lavoro).
Ed è proprio qui che volevo arrivare, alla frase “come ogni lavoro”.

Esiste un lavoro che necessità di poco tempo, di un po’ di volontà e poca pazienza?
Io non l’ho ancora trovato e neanche lo vorrei.

Amo scrivere, si “amo”.
Poter scrivere qualcosa e sapere che altre persone leggeranno e potrebbero darti un parere, anche negativo ma comunque un nuovo e diverso dal tuo, è un occasione di crescita umana e professionale assolutamente impagabile. Questo non vuol dire “allora fai la scrittrice”, significa semplicemente cercare di coniugare al meglio due grandi passione: la scrittura e Internet.

Tutti i profili sociali legati al mondo online, giusto per intenderci come Facebook, Twitter, Google Plus, Instagram, Pinterest e tantissimi altri, sono da pensare come un negozio. Ogni profilo segue le sue logiche di vendita, le quali a loro volta si attengono al modo in cui le persone si rapportano al loro interno.
Da questo presupposto inizia il modo di pensare del mio lavoro: “in che modo è meglio scrivere? Cos’è meglio dire? In quali momenti della giornata è meglio iniziare l’interazione?”

Pensare a cosa dire e come dire, preparare i testi e lanciare la “tua” notizia a milioni di persone in tutto il mondo..una notizia, milioni di persone: forse Internet è un mondo magico davvero!

La potenza del mondo digitale risiede proprio in questo, puoi rapportanti con il mondo e non con solo una piccola parte. Studiare le tecniche interattive adeguate, vedere che gli utenti (le persone) rispondono concretamente…sono sempre grandi soddisfazioni!

In sostanza, cosa significa fare “Digital P.R, Social Media Strategy, Marketing Digitale, SEO…” e altri lavori digitali?
Semplicemente aiutare quel determinato negozio/brand ad espandere la propria posizione su Internet, divulgare le informazioni in maniera corretta seguendo un’attenta pianificazione del lavoro rendendo noto il brand stesso.
Il posizionamento all’interno dei motori di ricerca è il lavoro di chi svolge attività SEO, un ruolo fondamentale lavoro che va di pari passo alle Digital P.R, due posizioni che si uniranno sempre di più perché per posizionare servono contenuti, gli stessi resi possibili grazie a chi fa attività pubbliche online.

Lavorare su Internet non significa “far vendere il brand”, significare aiutare lo stesso ad allargare il proprio giro di clientela (target di riferimento) e renderlo attivo sui profili sociali.

Scrivere, scrivere, scrivere. Il nuovo motto di Google è: “I contenuti sono i padroni”, quindi pc, word, pensieri e fantasia sono gli ingredienti di chi svolge un ruolo all’interno delle Pubbliche Relazioni Digitali!

Quindi…”cosa significa il tuo lavoro?”
Significa gestire e promuovere la reputazione di un negozio, azienda, brand nel grande mondo racchiuso dietro il vostro schermo del pc, utilizzando tutte le risorso che esso mette a disposizione come i fondamentali social media.
Un lavoro intenso che probabilmente non ha una fine, non ha una saracinesca che si può tirare giù e non rialzare fino al giorno dopo, è un lavoro che hai sempre con te perché la tecnologia non si spegne mai, la tecnologia è sempre online.
Il Vostro negozio è sempre online.

Blabuzz